C'ENTRA DIO CON LA SHOA'?
L'ordine impartito dal faraone, di non
fornire pi— la paglia indispensabile per la
costruzione dei mattoni, mise i sorveglianti
e gli ispettori in serie difficolt…. Per
quante pressioni esercitassero, non riuscivano
ad ottenere dagli schiavi, stremati dalla
fatica, che raddoppiassero il lavoro. Mentre
uscivano dalla presenza del faraone, al quale
erano venuti ad esporre le proprie lagnanze,
scorsero poco distante MosŠ ed Aron in attesa
di essere ricevuti.
"Veda il Signore la vostra azione e
giudichi", li redarguirono aspramente. "Ci
avete resi odiosi al faraone e ai suoi servi,
al punto di consegnare nelle loro mani una
spada per ucciderci".
(da Esodo, 5.20).
Per la singolare somiglianza, il rimprovero mosso dai
sorveglianti ai due inviati dal Dio degli ebrei fa tornare in
mente un fatto tristemente noto accaduto in tempi recenti.
Un giorno, durante il periodo delle leggi razziali, arriv• da
Eretz Israel a Roma, Enzo Sereni, giovane carico di
entusiasmo e sorretto da limpidissima fede. Il messaggero
supplicava di stare in guardia, con gli occhi ben aperti su
quanto stava accadendo nel mondo. Le notizie riportate dai
giornali non lasciavano tranquilli. Almeno ai pi— giovani,
consigliava prudenza e, appena le condizioni lo avessero
permesso, di mettere in conto, tra le varie possibilit…,
anche quella di un ritorno alla terra degli avi. Cupe ombre
andavano addensandosi sull'Europa; attendere passivamente che
la tempesta si scatenasse, avrebbe potuto riservare brutte
sorprese.
Sfortunatamente, l'inviato non disponeva della forza
necessaria a farsi ascoltare. Due millenni trascorsi negli
affanni dell'esilio non avevano guarito gli ebrei
dall'inclinazione *S 28 52 *a seguire le suggestioni del
proprio cuore e dei propri occhi (N, 15.39). *S 28 53 *Era
sempre bastato che le acque agitate accennassero a placarsi
perch‚ tornassero rassegnati alla solita grama esistenza di
sempre. In quella circostanza, la massima aspirazione
espressa dal fiducioso rappresentante palestinese fu che la
crisi che aveva coinvolto i governi delle nazioni europee
passasse in fretta e, una volta appianate le divergenze,
poter voltare pagina. Intimamente convinti da antica data
che all'aggravarsi delle misure restrittive a loro carico,
avrebbe corrisposto un'accelerazione dei tempi della venuta
del Messia-salvatore, quietavano i tormenti dell'anima
immergendosi con pazienza ed indomito spirito di
sopportazione nei testi sacri coperti dalla polvere del
tempo.
Sereni, che contava sul supporto della sua generosit… e
della sua preveggenza, non si sarebbe mai aspettato la
reazione che solleveranno i suoi discorsi; era preparato a
tutto, a sopportare ogni possibile contestazione, ma non
aveva previsto che sarebbe uscito dal confronto, deluso ed
amareggiato.
"Con tutti i guai che abbiamo, vieni a metterci in
cattiva luce con le autorit…?", fu lo sprezzante rimprovero
che si sentŤ rivolgere dai capi della comunit… romana. Pi— o
meno l'accoglienza non differiva molto da quella riservata a
Teodoro Herzl, quando si present• a parlare dell'antica
patria ebraica da ricostruire. "Quale patria?", fu la
sdegnata risposta che il fondatore del sionismo ricevette.
"Noi abbiamo gi… una patria e questa Š il paese dove
viviamo!".
Anche se nulla autorizza a mettere in relazione la
disputa sorta tra Mos‚ e i sorveglianti del faraone con
quanto Š accaduto a Enzo Sereni, e prima di lui a Teodoro
Herzl, merita comunque di essere registrata la straordinaria
somiglianza che traspare dai due differenti episodi,
differenti solo in ordine di tempo. A Roma come nell'antico
Egitto gli ebrei vivevano ad occhi bendati: pi— delle
preoccupazioni per l'incerto avvenire, contava per loro
restare ingessati nella pia illusione che l'autorit… non
esagerasse con vezzazioni e le umilianti pretese. Per lunga
esperienza sapevano che i cambiamenti improvvisi non
portavano nulla rallegrante; revalentemente erano forieri di
sventure. Meglio quindi disimpegnarsi, mantenere un basso
profilo e, per non commettere falli, lasciare che le cose
procedessero secondo il loro ordine. Ogni forza di volont…
cadde cosŤ schiacciata sotto la tirannia del fatalismo,
dell'incredulit…, dell'impotenza.
In ogni parte d'Europa, la chiusura mentale delle
dirigenze ebraiche si riveler… assoluta e generalizzata:
nessuno sapr… dare consigli, impartire ordini, suggerire
rimedi; chi vorr… prendere delle iniziative dovr… arrangiarsi
per proprio conto. L'impreparazione dei capi delle comunit…
lascer… le famiglie in balia di eventi disastrosi, e questo
perch‚ era andata affievolendosi in mezzo al popolo la
presenza di Dio.
Compiacere i persecutori, s—bire in silenzio ogni tipo
di angheria, con la falsa speranza che la mano
dell'oppressore si sarebbe stancata di infierire, era
diventato ai occhi dei pi— un'opzione ragionevole.
"La sentinella vedendo la spada giungere non suon• il
corno, cosicch‚ la spada giungendo pot‚ prendersi la vita di
molti". *S 28 52 *Ma io chieder• conto alla sentinella (Ez,
33.4). Non siete stati sulla breccia, non avete eretto un
riparo attorno alla casa d'Israele (Ez, 13.5). O pastori
d'Israele che avete fatto pascolare soltanto voi stessi (Ez,
34.,2). Ecco, voi siete come chi canta con bella voce una
canzone d'amore, sapendo anche suonare bene (Ez, 33.32).
Per amore di giustizia e, soprattutto, per non essere
fraintesi, va riconosciuto a beneficio di chi non Š stato
diligente col possesso del Signore che criticare Š facile col
senno di poi: se non si sta attenti a non uscire dai rigidi
binari di una ricerca finalizzata all'acquisizione di
elementi di giudizio che aiutino a comprendere quali reali
possibilit… di evitare gli "errori" commessi esistevano, si
potrebbe incorrere, senza accorgersi, in uno stravolgimento
dei fatti, che realizzerebbe un confusionario miscuglio di
supposizioni e congetture nel quale le vittime finirebbero
col trovarsi immeritatamente associate alle responsabilit…
dei loro persecutori. Se gli ebrei avevano dei peccati da
farsi perdonare, con tutto quello che Š successo hanno
abbondantemente scontato ogni supposto peccato. Ci si pu•
sforzare al massimo con l'immaginazione, ma non si arriver…
mai a farsi un'idea abbastanza approssimativa di che cosa
hanno dovuto patire sotto l'occupazione nazista. Per quanto
oculato sia il confronto, nulla potr… mai eguagliare in
sofferenza ci• che Š accaduto ai piccoli orfani di Janosh
Korchiak, bruciati nelle fosse di Treblinka, o ai bambini in
tenera et… lasciati agonizzare nei loro escrementi fino alla
morte in una casa abbandonata di Bjelaja-Zerkow.
Una ponderata riflessione sul passato potrebbe d'altra
parte incutere il sospetto, per molti versi legittimo, che se
Š vero che il totale abbandono in cui il popolo ebraico Š
venuto a trovarsi Š dipeso da circostanze troppo complesse da
inquadrare in una valutazione obiettiva, ci• nondimeno si
potrebbe ravvisare nei fatti, per come secondo le nostre
possibilit… umane sono dati a conoscere, la sussistenza di
un'omissione di soccorso da parte di Dio. Ci rendiamo conto
che questioni controverse di questa portata non sono di
facile approccio. Nel corso della sua ultramillenaria storia
il popolo ebraico ha avuto pi— occasioni di confrontarsi con
una Potente Forza presente alle sue spalle; il guaio, a
quanto pare, Š di non aver saputo adeguatamente servirsene.
Immaginiamo lo sconcerto che solleva nel devoto credente
sentire di questi discorsi, ma ci• non deve spaventare. Ad
autorizzare riflessioni di questa complessa natura Š la
posizione di contraente responsabile riconosciuta agli ebrei
fin da quando stavano ritti in piedi di fronte al monte
Sinai. L'uomo, il vero uomo, colui che porta in s‚ lo
spirito divino non Š concepito nella tradizione ebraica come
un essere succube, amorfo, incapace di determinazione. Non
si deve perci• credere che affrontare problemi di queste
dimensioni possa dimostrarsi un atto di riprovevole superbia.
E' risaputo che il Dio degli ebrei predilige le persone
dal carattere semplice e modesto, ma con la spina dorsale
eretta. Quando consacr• a s‚ i leviti li volle svegli e in
piedi. Il rimprovero che ricorre pi— spesso nei confronti
della generazione uscita dall'Egitto Š di essere troppo
flaccida e lamentosa:
*S 28 52 *Non per un giorno solo mangerete carne, ma per
un mese intero, finch‚ vi uscir… dalle narici e vi diventer…
aborrita, perch‚ avete disprezzato il Signore che Š in mezzo
a voi e AVETE PIANTO davanti a lui dicendo: "Perch‚ mai siamo
usciti dall'Egitto?"(N, 11.19).
*S 28 53 *Dopo queste precise parole, chiudersi in un
piagnucoloso silenzio sarebbe estremamente negativo agli
occhi del Signore, il Dio degli ebrei, perch‚ di sicuro
tenderebbe a favorire chi avesse qualcosa da nascondere. Per
capire dove si colloca la verit…, bisogna invece avere il
coraggio di ammettere, a chiare lettere e senza perifrasi,
che nulla Š stato fatto mancare affinch‚ si sapesse in
anticipo cosa sarebbe accaduto ad infrangere il Patto
liberamente stipulato con il Santo, benedetto sia.
*S 28 52 *"Il Signore degli ebrei vide e si sdegn• per
l'ira che i suoi figlioli e le sue figliole gli provocavano e
disse: "Nasconder• loro la mia faccia e vedr• come andranno a
finire" (D, 32.19).
*S 28 53 *Quando Baruch ha-Shem viene deluso dal
comportamento umano, Egli si limita a nascondere la sua
faccia. Nel restringere la presenza consiste la sua
punizione: non lancia dal cielo fulmini e saette alla moda
degli d‚i pagani, n‚ pronuncia oscure minacce.
Ci sono vari modi di affrontare il giudizio sulla Shoa,
impropriamente chiamata, Olocausto. Sotto il profilo
strettamente umano la vicenda pu• essere inclusa in uno dei
tanti eventi dalle tragiche conseguenze di cui la storia Š
piena, e poi, per non macerarsi all'infinito nel dolore,
metterci una pietra sopra, il che sarebbe la maniera pi—
sicura per garantirsi che in un prossimo futuro l'orrenda
"cosa" possa ripetersi. Ma il credente, colui che confida in
una Forza generatrice superiore, e non si rimette ai segreti
misteri di una fede supinamente accettata, non pu•
soddisfarsi di dichiarazioni semplicistiche, n‚ pu•
concedersi il lusso di chiudere gli occhi su una sciagura
immemsa, assurda negli aspetti, inspiegabile nelle
proporzioni, e tirare avanti. Al contrario, il vero
credente, consapevole dei doveri che gli derivano dalle
proprie responsabilit…, ha l'obbligo di domandarsi, a scanso
di trasformarsi in un'insipida marionetta, quali collegamenti
col suo Dio i fatti accaduti possono aver avuto; in
alternativa non gli resterebbe che chiedersi che senso
avrebbe tutto il suo credere, la sua spassionata dedizione,
la sua fiducia?
La domanda perci• Š questa: quale parte pu• aver avuto
il Dio d'Israele nell'Olocausto?
Come in tutte le questioni connesse alla divinit… la
risposta non va cercata a livelli stratosferici: la parte pi—
probabile avuta da Dio Š stata semplicemente quella
dell'Assente. Pi— difficile, invece, Š trovare una risposta
che soddisfi la domanda: perch‚ si Š reso assente? che cosa
di tanto grave gli uomini avevano fatto?
Provarsi a focalizzare una spiegazione pi— logica e
razionale possibile Š un diritto, se non un dovere, che non
presenta alcuno dei tratti di irriveranza da molti temuto.
Un'analisi svincolata da qualsiasi inibizione, senza riguardi
o timore di offendere chicchessia, non pu•, d'altro canto,
prescindere da un'indispensabile premessa.
Certamente il Creatore ha fatto la terra e gli esseri
che vi abitano con uno scopo. Anche se tale scopo appare di
difficile definizione, ci• non di meno le conoscenze finora
acquisite lasciano sufficientemente intendere che
sull'interesse immediato dell'uomo prevale la buona
riuscita di ci• che Dio si Š prefissato, tanto vero che
spesso Š l'uomo ad essere sacrificato e non il raggiungimento
del fine a cui le intenzioni di Dio sono rivolte. (Vedi per
esempio il potere delle guerre di mettere in sommovimento le
societ… che tendono a cristallizzarsi).
La sensazione netta che si ricava da uno studio serio ed
approfondito degli antichi documenti, unici strumenti a cui
appellarsi, rende consapevoli che il popolo ebraico Š stato
fin dall'inizio una ignara pedina usata per portare a
compimento un preciso disegno. Infatti, dal loro punto di
vista gli ebrei avrebbero potuto tranquillamente fare a meno
di farsi trascinare per quarant'anni nel deserto, a soffrire
la fame e la sete. Era il loro Dio che aveva bisogno di
sottoporli a quella prova, perch‚ quello era l'unico mezzo
col quale poteva ottenere che fosse riconosciuta la sua
totale diversit… rispetto alle molteplici divinit… pagane e,
al tempo stesso, instillare nel cuore del popolo che eleggeva
a suo particolare possesso l'amore per le leggi e le regole
di vita che voleva fossero praticate.
Volendo fare un bilancio del passato, si scopre che il
Creatore del mondo ha permesso che agli ebrei fossero
inflitte sofferenze molto superiori di quanto effettivamente
meritasssero per i loro umani peccati.
L'oppressione patita sotto i faraoni era stata
preannunciata ad Abramo quando il popolo, non essendo ancora
formato, non poteva essere incorso in alcuna trasgressione.
*S 28 52 *"Sappi per certo che i tuoi discendenti
dimoreranno come stranieri in un paese che non sar… loro e vi
saranno schiavi, e saranno oppressi per quattrocento anni"
(G, 15.13).
*S 28 53 *Le peripezie passate nel deserto rispondevano
a un piano ben preciso: nel deserto non erano reperibili
risorse sufficienti a mantenere la moltitudine uscita
dall'Egitto. In tali condizioni il popolo avrebbe dovuto
giungere da solo a capire che per la sua sopravvivenza non
aveva altra risorsa che affidarsi con fiducia all'unico Dio
dimostratosi con i fatti capace di soccorrere e proteggere.
Infine, c'Š la storia di Giuseppe a rendere tutto molto
pi— chiaro.
Della Sho… operata dei nazisti non conosciamo le ragioni
che possono aver determinato "l'estraneazione di Dio", ma
conosciamo le conseguenze che ne sono derivate. In primo
luogo, la necessit… affermatasi con piena convinzione di
mettere in campo tutte le risorse e decidersi una volta per
tutte ad abbandonare le vie dell'esilio, triste regno di
dolore, di pianto, di morte.
La storia umana Š giunta ormai a un punto di non
ritorno. Nel popolo ebraico la cruda esperienza della Sho… ha
cancellato ogni illusione sul conto di nazioni credute
abbastanza progredite da consentire una civile convivenza ed
ha fatto crescere in sostituzione la ferma determinazione di
tornare a radicarsi nel paese dal quale un tempo era stato
crudelmente strappato. La forza necessaria a resistere ai
moderni amaleciti che agognerebbero cacciare di nuovo gli
ebrei dalla propria sede storica, proviene dalla affermatasi
certezza che non sia rimasta alternativa a ci• che il loro
Dio intende fare per mezzo di essi. Non Š pensabile infatti
che dopo gli enormi sacrifici sopportati e il supplizio
inflitto milioni di innocenti, Israele debba tornare a
conoscere la distruzione ventilata nei folli progetti
idolatrici dei suoi irriducibili nemici. Una ripetizione
delle passate tragedie porterebbe all'estinzione da ogni
mente e da ogni cuore umano dell'ultimo barlume del Santo
Nome Benedetto, e questo Dio non se lo pu• permettere. E'
esattamente questa convinzione ad infondere fiducia e
alimentare le speranze nel futuro; anche se cosŤ come si
presenta oggi Israele si configuri solo in parte nelle
promesse messianiche.
L'attuale Stato d'Israele rappresenta le fondamenta di
una Casa ancora tutta da costruire. Non si esagera, quindi, a
sostenere che abbiano pienamente torto quei laici e, per
converso, certi gruppi integralisti che, invece, di
contribuire ad innalzare le mura mancanti alla costruzione,
in nome di una malintesa concezione delle promesse bibliche
negano riconoscimento allo Stato fondato dai sionisti, al
punto di schierarsi talvolta dalla parte di chi quelle
fondamenta bramerebbe vedere abbattute.
A giudicare con assennata trasparenza, nessun riscontro
atto a smentire l'originale progetto di concentrare sul
popolo ebraico il compito altamente educativo di stimolare
con l'esempio il rifiuto irreversibile dell'idolatria Š mai
stato trovato. Bisogna farsi convinti che il Dio creatgore
non ha fatto il mondo al misero scopo di procurarsi delle
folle prostrate ai suoi piedi, dedite unicamente
all'osservanza di riti astrusi e liturgie uggiose.
Significativo appare che a concepire il piano di rinascita
dello Stato ebraico sia stata una personalit… come Teodoro
Herzl, che di religione non si curava affatto, e che a
convertire la sua luminosa idea in realizzazioni concrete
siano stati in maggioranza uomini non osservanti. Solo i
miopi e gli incolti hanno difficolt… a riconoscere
nell'accadimento di fatti straordinari, che hanno del
miracoloso, la spinta mirante ad impegnare il popolo ebraico
nella costruzione di un modello di societ… basata sulla
virt—, la morale, la giustizia.
*S 28 52 *Il comandamento della giustizia supera tutti i
comandamenti messi insieme (Baba Batra, 9a).
*S 28 53 *Specialmente in questi tempi di crisi delle
ideologie Š di capitale importanza offrire al mondo nuovi
modelli di vita. Gli insuccessi registrati con Adamo e la
generazione di NoŠ hanno dimostrato l'impossibilit… di
portare avanti in blocco l'emancipazione dell'intera umanit….
Si Š imposta allora la necessit… di trovare una diversa
soluzione, che non pregiudicasse il raggiungimento del fine
ultimo gi… acennato. L'occasione si Š presentata con la
comparsa dei patriarchi e gli impegni assunti dai loro
discendenti. Dall'esempio offerto dagli ebrei avrebbero
dovuto scaturire le premesse capaci di convincere tutte le
nazioni esistenti sulla terra a ripudiare gli idoli e
decretarne la completa distruzione, perch‚ il nocciolo di
tutta la questione sta proprio in questo:nel superamento,
fino alla scomparsa definitiva, dell'idolatria.
Come le passate esperienze insegnano, il raggiungimento
dell'obiettivo di debellare l'idolatria, dopo parecchi
tentativi falliti, si Š dimostrato possibile solo partendo da
un ristretto territorio e da un piccolo popolo opportunamente
selezionato, ma a quanto pare gli ebrei, suggestionati dagli
splendori delle civilt… pagane, hanno faticato a
convincersene.
*S 28 52 *Questo popolo Š stato portato fuori strada
dalle sue guide e la gente si Š lasciata completamente
fuorviare (I, 9.15).
Il mio popolo Š un gregge di pecore smarrite, perch‚
i suoi pastori le hanno sviate sui monti dell'infedelt…
(Ger, 50.6).
Il Signore dice: Veramente stolto Š il mio popolo; sono
figli insensati e senza intelligenza. Non si curano di Me
(G, 4.22).
*S 28 53 *Ora, dopo questa lunga premessa, ci• che della
Shoa pi— stupisce Š che l'annientamento operato dai nazisti
si sia abbattuto in principal modo gli ebrei dell'est
europeo, che tra tutti erano i pi— osservanti e pii. Questa
sorprendente constatazione obbliga a porsi un altro penoso
interrogativo: perch‚ Dio non ha risposto alle loro
preghiere? Perch‚ non si Š fatto sentire? Quale terribile
segreto si cela nella sconvolgente incomprensione
manifestatasi?
Una risposta apparentemente superficiale dal punto di
vista religioso non potrebbe essere che questa: perch‚ essi
credettero che nell'osservanza formale dei riti e della
liturgia e in un culto fatto di parole si configurasse il
meglio delle aspettative divine nei loro confronti.
Anche se pregare ha la sua importanza, in quanto si
tratta di uno dei mezzi pi— efficaci per entrare in
comunione col regno della spiritualit…, Š da escludere che,
concentrandosi su atti di devozione consistenti in
interminabili orazioni ripetute al limite dello sfinimento,
possa esaurirsi il ruolo attribuito all'uomo dal suo
Creatore.
In ogni suo intervento il Dio degli ebrei non ordina
preghiere, ma di di stare a sentire. Studiare, confrontarsi,
istruirsi in cose utili da trasmettere ai figli, *S 28 52
*parlare dei comandamenti e dei precetti andando per strada o
stando in casa *S 28 53 *Š molto pi— importante di qualsiasi
ripetitiva preghiera. *S 28 52 *Ma la Sua parola Š stata per
loro precetto dopo precetto, precetto dopo precetto, regola
dopo regola, regola dopo regola, un poco qui un poco l…
(I,28.13).
*S 28 53 *Offuscati da uno *S 28 52 * spirito di torpore
(I, 28.10), *S 28 53 * gli ebrei non si resero conto che non
era nelle terre d'esilio che avrebbero visto sorgere l'alba
della loro sospirata redenzione, per quanto alettanti si
presentassero le utopiche teorie che andavano predicando gli
attivisti del Bund o i politici impegnati a decantare i
miracoli del cosiddetto internazionalismo proletario. Per
risolvere i problemi del mondo, e di riflesso anche quelli
del popolo ebraico, occorreva ben altro.
*S 28 52 *"Guai ai figlioli ribelli che formano dei
disegni, ma senza di Me, che contraggono alleanze, ma senza
il mio spirito, per accumulare peccato su peccato; che vanno
gi— in Egitto senz'avere consultato la mia bocca, per
rifugiarsi sotto la protezione del faraone" (I, 30.1). "La
Casa d'Israele non porr… pi— nell'Egitto la sua fiducia" (Ez,
29.16).
*S 28 53 *In tre punti si possono riassumere gli errori
fondamentali in cui sono incorsi i dotti ebrei:
1) che traendo il suo popolo dalla schiavit— d'Egitto il
Santo benedetto sia avesse inteso creare una nuova religione;
2) che l'idea messianica concepita dai profeti dovesse
affondare nella nequizia di un'attesa svuotata di energia,
destinata a trascinare il popolo nella falsa credenza che la
sua redenzione dipendesse esclusivamente dall'improvvisa
apparizione di un Messia-salvatore, anzich‚ dalla prioritaria
creazione in Terra d'Israele di condizioni di vita sociale e
di giustizia basate su norme di purezza e di onesto
comportamento;
3) che Gerusalemme sia caduta per colpa del patriottismo
degli zeloti.
Responsabilit… rilevanti portano le gerarchie che non
hanno voluto convincersi che dall'instabile girovagare per
paesi ostili, aspettando un evento miracoloso che non
accennava ad avverarsi, il sogno di una improvvisa rinascita
sarebbe andato immancabilmente deluso. Rimestare di continuo
i precetti in cerca di reconditi significati, manipolare le
lettere dell'alfabeto per estrarne previsioni divinatorie
poteva servire tutt'al pi— come esercizio mnemmonico, ma
qualunque fatto nuovo fosse sopravvenuto non avrebbe spostato
di una virgola il progetto da realizzare in terra d'Israele.
Pensare il contrario equivarrebbe a negare implicitamente
l'esistenza del Dio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe;
svuotare di significato la Torah, togliere ad essa ogni
valore pratico e di conseguenza rendere inutile o perlomeno
inspiegabile il perdurare sulla terra dell'esistenza di un
popolo le cui radici affondano nei tempi dei tempi.
I figli d'Israele avevano perci• inteso male.
*S 28 52 *Non vi Š stato dato un cuore per
comprendere, n‚ occhi per vedere, n‚ orecchi per udire
(D, 29.4).
Il mio popolo muore per mancanza di conoscenza (O, 4.6).
*S 28 53 *Esattamente quella conoscenza che il solo
esercizio della spoglia preghiera non garantiva.
I cosiddetti religiosi disposti ad osservare i precetti
secondo l'interpretazione data della Tradizione,
perseveravano, a dispetto delle cocenti delusioni, nell'idea
fissa che per affrettare la venuta del Messia fosse bastato
pregare, pregare molto, macerarsi nella penitenza. Nella
sconfinata loro ingenuit… credevano sinceramente che non
occorresse muoversi, darsi una scossa, uscire dalla
stagnazione in cui affogavano. Sembravano ignorare che se
Israele non si muove anche il loro Dio non si muove.
Di riflesso ai disagi prodotti da una situazione
ambientale sempre pi— pesante, intristivano. L'atmosfera
soffocante impadronitasi dei circoli ortodossi moltiplic• le
devozioni strampalate e gli scrupoli formali. Per trovare
conforto, i pii fedeli si rifugiavano nella Kabbalah, nei
racconti aggadici, nella superstizione mistica,
nell'apocalittica. Un messianesimo fantasioso gi… definito da
Maimonide "il mito della marmaglia" torn• a rifiorire.
I giorni intanto passavano muti e malinconici, ma essi
continuavano a dar prova di un annebbiamento mentale da far
impallidire, che si perpetuer… in coloro che si ostineranno
anche dopo l'agghiacciante esperienza della Shoa a non voler
capire che non Š aprendo una pizzeria nei quartieri
periferici di New York o intraprendendo un'attivit… economica
in qualche sperduta localit… che potr… realizzarsi il sogno
millenario che infiamma i loro cuori. E' stupefacente come
abbiano potuto iingannarsi al punto di credere possibile
*S 28 52 *cantare le canzoni del Signore in terra straniera
(S, 137.4), *S 28 53 * e non si siano invece resi conto che
condizione preliminare al ritorno della presenza della
Shekin… in mezzo a loro Š il rifiorire alla vita dell'antica
terra rimasta in abbandono dopo le devastazioni perpetrate
dal barbaro invasore. Da quella terra il Dio d'Israele non
ha mai inteso scacciare il suo popolo. A mettere in ginocchio
la nazione, a privarla della sua forza Š stato lo
stravolgimento sociale introdotto dai governanti, la
dimenticanza dei precetti, la seduzione degli onnipresenti
Balam, subŤta ed accettata con trasporto, non il Santo
Misericordioso.
Perci•, ogni nuova casa, ogni albero piantato, ogni
strada costruita, ogni lembo di deserto recuperato e messo a
coltura, ogni nuova famiglia che viene ad aggiungersi in
Israele rappresentano un concreto passo in avanti verso il
ripristino delle condizioni di santit… necessarie al ritorno
della presenza di Dio nel paese. Per questo va detto senza
timori che non Š consentito a nessun politico arrogarsi il
diritto di rinunciare in tutto o in parte alla sovranit… su
una terra della quale la disponibilit… Š data soltanto in
concessione. Bench‚ abbiano dimostrato di non saper fare
tesoro dei grandi mali attirati sulla nazione dagli
esploratori inviati in avanscoperta da Mos‚, certi incauti
personaggi dovrebbero avere il buon senso di riconoscere che
negando validit… ai vincoli fissati nel passato,
contestualmente cade per la nazione ebraica ogni pretesa su
Eretz Israel e di conseguenza questa rinuncia equivarrebbe,
soprattutto per loro, a una sentenza di morte.
Per regolare i rapporti con gli stranieri che nel corso
della forzata assenza degli ebrei hanno avuto modo di
sostituirsi nel possesso della terra, le leggi della Torah
sono pi— che sufficienti. Con i nemici, invece, altro Š il
discorso da fare.
Ma, sedotti da cattivi consiglieri interessati a
celebrare la propria vana, improduttiva intelligenza, non
pochi furono coloro che si lasciarono traviare, preferendo
affondare nel ginepraio senza uscite dell'esilio, anzich‚
riflettere sulle molte sciagure che si sarebbero potuti
risparmiare, solo se avessero prestato un po' pi— di
attenzione agli avvertimenti degli antichi.
*S 28 52 *Quando alzate le mani per la preghiera Io
guardo altrove. Anche se fate preghiere che durano a lungo,
Io non le ascolto (I, 1.15).
Voglio amore costante, non sacrifici. Preferisco che il
mio popolo MI CONOSCA piuttosto che mi offra sacrifici
(O, 6.6).
L'ubbidienza val pi— dei sacrifici, la sottomissione pi—
del grasso dei montoni (S, 15.22).
*S 28 53 *La sopravvivenza del popolo ebraico Š sempre
stata strettamente collegata all'esecuzione del progetto di
Dio di far avanzare l'emancipazione dell'umanit…, il progetto
stesso per•, senza il popolo ebraico stanziato sulla terra
dove plasm• la sua identit… spirituale, religiosa, politica,
rimane un progetto inattuabile.
Se per assolvere all'impegno contratto al monte Sinai
fosse bastato adempiere alle prescrizioni della liturgia, non
si capisce perch‚, specialmente i rappresentanti pi— eminenti
della nazione, non si siano chiesti come abbiano potuto i
pagani arrivare a distruggere per ben due volte il Tempio di
Gerusalemme. Nel Tempio i riti sacrificali venivano
osservati scrupolosamente, ma Geremia lo aveva ribadito con
forza e a pi— riprese che tutte le puntigliose cerimonie dei
sacerdoti non sarebbero servite a niente se non veniva
praticata nel paese la giustizia e l'amore per il prossimo.
*S 28 52 *Non ponete la vostra fiducia in parole fallaci
dicendo: "Il Tempio del Signore! Il Tempio del Signore!"
(Ge, 7.4).
*S 28 53 *Sar… forse per questo che non si intravedono
per ora possibilit… concrete che il monte Mori… cessi di
restare preda dello straniero. Si potrebbe addirittura
congetturare che al Dio degli ebrei non importi molto che
venga eretto un terzo Tempio, almeno finch‚ non sussister… la
certezza che non si torner… a ripetere le identiche
abominazioni che si commettevano nei due precedenti lasciati
distruggere.
Queste considerazioni portano inevitabilmente alle
seguenti conclusioni: 1) che non c'Š garanzia di sicurezza
per il popolo ebreo fin tanto che non imparer… a circondarsi
della presenza del suo Dio; 2) che il dovere principale,
rimasto inalterato nel tempo e che riguarda tutti, Š di
contribuire a creare in terra d'Israele una comunit… umana
speciale, *S 28 52 *un reame di sacerdoti e una nazione
santa, *S 28 53 *non uno Stato "come tutti gli altri", che in
definitiva non farebbe altro che ripetere esattamente quello
gi… esistito a partire dal regno di Alessandro Janneo fino
alla distruzione di Gerusalemme.
*S 28 52 *Voi mi sarete degli uomini santi (E, 22.31).
Siate santi perch‚ Io, il Signore, l'Iddio vostro, sono
Santo (L, 19.2).
*S 28 53 *Se si va ad analizzare nel profondo il
complesso dell'esistenza degli ebrei d'Europa si scopre che
in maggioranza avevano sostanzialmente preferito darsi
renitenti, al punto di non essere pi— disponibili a svolgere
i compiti per i quali erano sopravvissuti al destino dei
popoli scomparsi dell'antichit….
Roman Vishniac ha riunito in uno splendido volume edito
dalle Edizioni Penguin Book una serie straordinaria di
fotografie che sono una testimonianza struggente della vita
stentata che gli ebrei delle regioni carpatiche, quali la
Rutenia, la Volinia, la Podolia, conducevano. Ad essere
franchi, non si riesce a capire per quale stoltezza si
ostinassero a resistere in quei tristi luoghi che oltre a
miseria e umiliazioni altro non avevano mai offerto.
Il libro che giustamente Vishniac ha voluto dedicare a
un mondo scomparso: "A vanished World", presenta delle
immagini sconvolgenti, che lasciano profondamente colpiti e
turbati. Mentre si sfogliano quelle pagine, dall'intimo pi—
profondo preme senza avere la forza di tramutarsi in suono,
farsi bisbiglio, una sensazione di smarrimento: "Sarebbe
stata capace quell'umanit… negletta, dallo sguardo basso e
l'eloquente scetticismo dipinto sul volto inclinato di sbieco
verso la macchina dell'operatore, staccarsi dagli studi e la
preghiera cui era dedita, per assumere gli impegnativi oneri
della ricostruzione di un nuovo e moderno Israele nella sede
dell'antica patria?".
L'inquietante quesito presuppone un impietoso
collegamento a un'altra domanda senza successo in altri
momenti gi… posta: *S 28 52 *Quale pregio pu• avere il legno
della vite in confronto a quello degli alberi? (Ez, 15.2), *S
28 53 *ma a bloccare il pensiero e la parola prima ancora che
dalla bocca esca un filo di voce si frappone un terrificante
interrogativo: "E i bambini?".
La tragedia Š stata troppo grande, troppo smisurata
perch‚ si possa formulare a cuor leggero un'ipotesi
qualsiasi; rispetto e moderazione obbligano a trattenere
persino il respiro. Ma l'interiore travaglio che la
questione solleva Š presto vinto non appena ci si rende conto
che una profonda frattura si era prodotta tra Dio e il suo
popolo prima della catastrofe. Tale separazione Š facilmente
databile: l'esordio prese avvio dalla Rivoluzione Francese.
Con la caduta dei muri dei ghetti, gli ebrei si erano
ritrovati, dopo secoli di angherie ed umiliazioni, finalmente
liberi di disporre del proprio destino. Un'esaltante
ventaglio di possibilit… si era spalancato all'improvviso
davanti a loro. Col fermento delle idee di progresso portate
dalla rivoluzione, tutti avvertirono come un fuoco bruciante
l'inderogabile impegno di cercare le migliori soluzioni da
dare ai problemi di una nuova esistenza che si preannunciava
ricca di promesse.
*S 28 52 *Suonata l'ora dell'emancipazione, gli ebrei
non ebbero altra preoccupazione che quella di rendersi degni
della nuova libert… e di assimilarsi ai popoli fra i quali
vivevano (Dante Lattes: "Aspetti e problemi dell'ebraismo",
pag. 310).
*S 28 53 *E ancora:
*S 28 52 *"I dotti ebrei rinnegarono l'idea dell'elezione
d'Israele nel suo significato antico, in quanto contrastava
con l'idea della completa uguaglianza e dell'aspirazione al
benessere generale; allo scopo di adattare il giudaismo allo
spirito dell'epoca, inventarono la dottrina della missione
d'Israele fra le genti" (Achad-Haam: "Al parashat derakim",
II,72).
*S 28 53 *Nel complesso, l'azione del popolo ebraico
prese un indirizzo imprevisto; tutto sembr• cospirare contro
gli insegnamenti di Colui che guida i destini del mondo. Gli
esponenti della cultura ebraica riformata, presi da smania
distruttiva, sollevarono ardenti strali contro chiunque
osasse contestare le idee di recente da essi elaborate.
Accuse e contumelie venivano riversate su quanti esitavano ad
adeguarsi a un loro supposto programma di liberazione delle
coscienze; le critiche pi— acerbe fioccavano senza remissione
a carico dei dubbiosi.
Convinti di costruire il sospirato mondo nuovo tanto
atteso sulle macerie di un passato definito nella sua
globalit… *S 28 52 *oscurantista, *S 28 53 * si affannavano a
denigrare, demolire, deridere l'eredit… culturale della
nazione di appartenenza, e in questo venivano assecondati
dalle personalit… pi— eminenti dell'ebraismo, dalle quali
sarebbe stato pi— logico aspettarsi una fiera opposizione al
continuo svilimento dei valori cui erano depositari. I pi—
magnanimi, presi nella morsa di inquietanti problematiche, a
tutto pensavano fuorch‚ appellarsi all'antica saggezza:
*S 28 52 *Perch‚ si agitano i popoli e le nazioni
meditano cose vane? Insorgono i re della terra, i principi
si consigliano fra di loro contro il Signore e contro il suo
Unto. Liberiamoci dai loro lacci, gettiamo da noi i loro
legami, dicono. Ma colui che risiede in cielo se ne ride, si
fa beffe di loro. (S, 2.1).
*S 28 53 *Sfortunatamente, una preghiera che
rieccheggiasse le note di quel canto non si udŤ nelle
sinagoghe.
Dalla fine dei ghetti non spunt• l'agognato risveglio.
Sarebbe stato giusto aspettarsi che, se non tutti, perlomeno
i pi— volonterosi, si sarebbero riuniti per discutere,
tracciare un bilancio delle molte amarezze e delusioni patite
a causa del nascondimento di Dio provocato con le loro
azioni; qualche riflessione avrebbero dovuto essere fatta
sull'alto prezzo pagato per aver voluto inseguire delle
chimere, anzich‚ fare progetti, stendere programmi, gettare
le basi di un ritorno alla santa terra dove sono attesi da
tempi immemorabili, perch‚ Š l… che essi servono, per
costruire quella societ… retta e di uguali che dovr… fungere
per tutti da faro e stimolo verso l'emancipazione e la
verit….
ndare per il verso auspicato. La ventata d'aria fresca
ortata dalle idee rivoluzionarie dei Diritti dell'Uomo fu
er gli ebrei