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 C'ENTRA DIO CON LA SHOA'?

 

 

 

                 L'ordine impartito dal faraone, di non

 

              fornire pi— la paglia indispensabile per la

 

              costruzione dei mattoni, mise i sorveglianti

 

              e gli ispettori in serie difficolt….  Per

 

              quante pressioni esercitassero, non riuscivano

 

              ad ottenere dagli schiavi, stremati dalla

 

              fatica, che raddoppiassero il lavoro.  Mentre

 

              uscivano dalla presenza del faraone, al quale

 

              erano venuti ad esporre le proprie lagnanze,

 

              scorsero poco distante MosŠ ed Aron in attesa

 

              di essere ricevuti.

 

                 "Veda il Signore la vostra azione e

 

              giudichi", li redarguirono aspramente. "Ci

 

              avete resi odiosi al faraone e ai suoi servi,

 

              al punto di consegnare nelle loro mani una

 

              spada per ucciderci".

 

              (da Esodo, 5.20).

 

 

 

     Per la singolare somiglianza, il rimprovero mosso dai

 

sorveglianti ai due inviati dal Dio degli ebrei fa tornare in

 

mente un fatto tristemente noto accaduto in tempi recenti.

 

Un giorno, durante il periodo delle leggi razziali, arriv• da

 

Eretz Israel a Roma, Enzo Sereni, giovane carico di

 

entusiasmo e sorretto da limpidissima fede.  Il messaggero

 

supplicava di stare in guardia, con gli occhi ben aperti su

 

quanto stava accadendo nel mondo.  Le notizie riportate dai

 

giornali non lasciavano tranquilli.  Almeno ai pi— giovani,

 

consigliava prudenza e, appena le condizioni lo avessero

 

permesso, di mettere in conto, tra le varie possibilit…,

 

anche quella di un ritorno alla terra degli avi.  Cupe ombre

 

andavano addensandosi sull'Europa; attendere passivamente che

 

la tempesta si scatenasse, avrebbe potuto riservare brutte

 

sorprese.

 

     Sfortunatamente, l'inviato non disponeva della forza

 

necessaria a farsi ascoltare. Due millenni trascorsi negli

 

affanni dell'esilio non avevano guarito gli ebrei

 

dall'inclinazione *S 28 52 *a seguire le suggestioni del

 

proprio cuore e dei propri occhi (N, 15.39).  *S 28 53 *Era

 

sempre bastato che le acque agitate accennassero a placarsi

 

perch‚ tornassero rassegnati alla solita grama esistenza di

 

sempre.  In quella circostanza, la massima aspirazione

 

espressa dal fiducioso rappresentante palestinese fu che la

 

crisi che aveva coinvolto i governi delle nazioni europee

 

passasse in fretta e, una volta appianate le divergenze,

 

poter voltare pagina.  Intimamente convinti da antica data

 

che all'aggravarsi delle misure restrittive a loro carico,

 

avrebbe corrisposto un'accelerazione dei tempi della venuta

 

del Messia-salvatore, quietavano i tormenti dell'anima

 

immergendosi con pazienza ed indomito spirito di

 

sopportazione nei testi sacri coperti dalla polvere del

 

tempo.

 

     Sereni, che contava sul supporto della sua generosit… e

 

della sua preveggenza, non si sarebbe mai aspettato la

 

reazione che solleveranno i suoi discorsi; era preparato a

 

tutto, a sopportare ogni possibile contestazione, ma non

 

aveva previsto che sarebbe uscito dal confronto, deluso ed

 

amareggiato.

 

     "Con tutti i guai che abbiamo, vieni a metterci in

 

cattiva luce con le autorit…?", fu lo sprezzante rimprovero

 

che si sentŤ rivolgere dai capi della comunit… romana.  Pi— o

 

meno l'accoglienza non differiva molto da quella riservata a

 

Teodoro Herzl, quando si present• a parlare dell'antica

 

patria ebraica da ricostruire.  "Quale patria?", fu la

 

sdegnata risposta che il fondatore del sionismo ricevette.

 

"Noi abbiamo gi… una patria e questa Š il paese dove

 

viviamo!".

 

     Anche se nulla autorizza a mettere in relazione la

 

disputa sorta tra Mos‚ e i sorveglianti del faraone con

 

quanto Š accaduto a Enzo Sereni, e prima di lui a Teodoro

 

Herzl, merita comunque di essere registrata la straordinaria

 

somiglianza che traspare dai due differenti episodi,

 

differenti solo in ordine di tempo.  A Roma come nell'antico

 

Egitto gli ebrei vivevano ad occhi bendati: pi— delle

 

preoccupazioni per l'incerto avvenire, contava per loro

 

restare ingessati nella pia illusione che l'autorit… non

 

esagerasse con vezzazioni e le umilianti pretese.  Per lunga

 

esperienza sapevano che i cambiamenti improvvisi non

 

portavano nulla rallegrante; revalentemente erano forieri di

 

sventure. Meglio quindi disimpegnarsi, mantenere un basso

 

profilo e, per non commettere falli, lasciare che le cose

 

procedessero secondo il loro ordine. Ogni forza di volont…

 

cadde cosŤ schiacciata sotto la tirannia del fatalismo,

 

dell'incredulit…, dell'impotenza.

 

     In ogni parte d'Europa, la chiusura mentale delle

 

dirigenze ebraiche si riveler… assoluta e generalizzata:

 

nessuno sapr… dare consigli, impartire ordini, suggerire

 

rimedi; chi vorr… prendere delle iniziative dovr… arrangiarsi

 

per proprio conto.  L'impreparazione dei capi delle comunit…

 

lascer… le famiglie in balia di eventi disastrosi, e questo

 

perch‚ era andata affievolendosi in mezzo al popolo la

 

presenza di Dio.

 

     Compiacere i persecutori, s—bire in silenzio ogni tipo

 

di angheria, con la falsa speranza che la mano

 

dell'oppressore si sarebbe stancata di infierire, era

 

diventato ai occhi dei pi— un'opzione ragionevole.

 

     "La sentinella vedendo la spada giungere non suon• il

 

corno, cosicch‚ la spada giungendo pot‚ prendersi la vita di

 

molti".  *S 28 52 *Ma io chieder• conto alla sentinella (Ez,

 

33.4).  Non siete stati sulla breccia, non avete eretto un

 

riparo attorno alla casa d'Israele (Ez, 13.5). O pastori

 

d'Israele che avete fatto pascolare soltanto voi stessi (Ez,

 

34.,2).  Ecco, voi siete come chi canta con bella voce una

 

canzone d'amore, sapendo anche suonare bene (Ez, 33.32).

 

     Per amore di giustizia e, soprattutto, per non essere

 

fraintesi, va riconosciuto a beneficio di chi non Š stato

 

diligente col possesso del Signore che criticare Š facile col

 

senno di poi: se non si sta attenti a non uscire dai rigidi

 

binari di una ricerca finalizzata all'acquisizione di

 

elementi di giudizio che aiutino a comprendere quali reali

 

possibilit… di evitare gli "errori" commessi esistevano, si

 

potrebbe incorrere, senza accorgersi, in uno stravolgimento

 

dei fatti, che realizzerebbe un confusionario miscuglio di

 

supposizioni e congetture nel quale le vittime finirebbero

 

col trovarsi immeritatamente associate alle responsabilit…

 

dei loro persecutori.  Se gli ebrei avevano dei peccati da

 

farsi perdonare, con tutto quello che Š successo hanno

 

abbondantemente scontato ogni supposto peccato.  Ci si pu•

 

sforzare al massimo con l'immaginazione, ma non si arriver…

 

mai a farsi un'idea abbastanza approssimativa di che cosa

 

hanno dovuto patire sotto l'occupazione nazista.  Per quanto

 

oculato sia il confronto, nulla potr… mai eguagliare in

 

sofferenza ci• che Š accaduto ai piccoli orfani di Janosh

 

Korchiak, bruciati nelle fosse di Treblinka, o ai bambini in

 

tenera et… lasciati agonizzare nei loro escrementi fino alla

 

morte in una casa abbandonata di Bjelaja-Zerkow.

 

     Una ponderata riflessione sul passato potrebbe d'altra

 

parte incutere il sospetto, per molti versi legittimo, che se

 

Š vero che il totale abbandono in cui il popolo ebraico Š

 

venuto a trovarsi Š dipeso da circostanze troppo complesse da

 

inquadrare in una valutazione obiettiva, ci• nondimeno si

 

potrebbe ravvisare nei fatti, per come secondo le nostre

 

possibilit… umane sono dati a conoscere, la sussistenza di

 

un'omissione di soccorso da parte di Dio. Ci rendiamo conto

 

che questioni controverse di questa portata non sono di

 

facile approccio.  Nel corso della sua ultramillenaria storia

 

il popolo ebraico ha avuto pi— occasioni di confrontarsi con

 

una Potente Forza presente alle sue spalle; il guaio, a

 

quanto pare, Š di non aver saputo adeguatamente servirsene.

 

     Immaginiamo lo sconcerto che solleva nel devoto credente

 

sentire di questi discorsi, ma ci• non deve spaventare.  Ad

 

autorizzare riflessioni di questa complessa natura Š la

 

posizione di contraente responsabile riconosciuta agli ebrei

 

fin da quando stavano ritti in piedi di fronte al monte

 

Sinai.  L'uomo, il vero uomo, colui che porta in s‚ lo

 

spirito divino non Š concepito nella tradizione ebraica come

 

un essere succube, amorfo, incapace di determinazione.  Non

 

si deve perci• credere che affrontare problemi di queste

 

dimensioni possa dimostrarsi un atto di riprovevole superbia.

 

     E' risaputo che il Dio degli ebrei predilige le persone

 

dal carattere semplice e modesto, ma con la spina dorsale

 

eretta.  Quando consacr• a s‚ i leviti li volle svegli e in

 

piedi. Il rimprovero che ricorre pi— spesso nei confronti

 

della generazione uscita dall'Egitto Š di essere troppo

 

flaccida e lamentosa:

 

     *S 28 52 *Non per un giorno solo mangerete carne, ma per

 

un mese intero, finch‚ vi uscir… dalle narici e vi diventer…

 

aborrita, perch‚ avete disprezzato il Signore che Š in mezzo

 

a voi e AVETE PIANTO davanti a lui dicendo: "Perch‚ mai siamo

 

usciti dall'Egitto?"(N, 11.19).

 

     *S 28 53 *Dopo queste precise parole, chiudersi in un

 

piagnucoloso silenzio sarebbe estremamente negativo agli

 

occhi del Signore, il Dio degli ebrei, perch‚ di sicuro

 

tenderebbe a favorire chi avesse qualcosa da nascondere.  Per

 

capire dove si colloca la verit…, bisogna invece avere il

 

coraggio di ammettere, a chiare lettere e senza perifrasi,

 

che nulla Š stato fatto mancare affinch‚ si sapesse in

 

anticipo cosa sarebbe accaduto ad infrangere il Patto

 

liberamente stipulato con il Santo, benedetto sia.

 

     *S 28 52 *"Il Signore degli ebrei vide e si sdegn• per

 

l'ira che i suoi figlioli e le sue figliole gli provocavano e

 

disse: "Nasconder• loro la mia faccia e vedr• come andranno a

 

finire" (D, 32.19).

 

     *S 28 53 *Quando Baruch ha-Shem viene deluso dal

 

comportamento umano, Egli si limita a nascondere la sua

 

faccia. Nel restringere la presenza consiste la sua

 

punizione: non lancia dal cielo fulmini e saette alla moda

 

degli d‚i pagani, n‚ pronuncia oscure minacce.

 

     Ci sono vari modi di affrontare il giudizio sulla Shoa,

 

impropriamente chiamata, Olocausto.  Sotto il profilo

 

strettamente umano la vicenda pu• essere inclusa in uno dei

 

tanti eventi dalle tragiche conseguenze di cui la storia Š

 

piena, e poi, per non macerarsi all'infinito nel dolore,

 

metterci una pietra sopra, il che sarebbe la maniera pi—

 

sicura per garantirsi che in un prossimo futuro l'orrenda

 

"cosa" possa ripetersi.  Ma il credente, colui che confida in

 

una Forza generatrice superiore, e non si rimette ai segreti

 

misteri di una fede supinamente accettata, non pu•

 

soddisfarsi di dichiarazioni semplicistiche, n‚ pu•

 

concedersi il lusso di chiudere gli occhi su una sciagura

 

immemsa, assurda negli aspetti, inspiegabile nelle

 

proporzioni, e tirare avanti.  Al contrario, il vero

 

credente, consapevole dei doveri che gli derivano dalle

 

proprie responsabilit…, ha l'obbligo di domandarsi, a scanso

 

di trasformarsi in un'insipida marionetta, quali collegamenti

 

col suo Dio i fatti accaduti possono aver avuto; in

 

alternativa non gli resterebbe che chiedersi che senso

 

avrebbe tutto il suo credere, la sua spassionata dedizione,

 

la sua fiducia?

 

     La domanda perci• Š questa: quale parte pu• aver avuto

 

il Dio d'Israele nell'Olocausto?

 

     Come in tutte le questioni connesse alla divinit… la

 

risposta non va cercata a livelli stratosferici: la parte pi—

 

probabile avuta da Dio Š stata semplicemente quella

 

dell'Assente.  Pi— difficile, invece, Š trovare una risposta

 

che soddisfi la domanda: perch‚ si Š reso assente? che cosa

 

di tanto grave gli uomini avevano fatto?

 

     Provarsi a focalizzare una spiegazione pi— logica e

 

razionale possibile Š un diritto, se non un dovere, che non

 

presenta alcuno dei tratti di irriveranza da molti temuto.

 

Un'analisi svincolata da qualsiasi inibizione, senza riguardi

 

o timore di offendere chicchessia, non pu•, d'altro canto,

 

prescindere da un'indispensabile premessa.

 

     Certamente il Creatore ha fatto la terra e gli esseri

 

che vi abitano con uno scopo. Anche se tale scopo appare di

 

difficile definizione, ci• non di meno le conoscenze finora

 

acquisite lasciano sufficientemente intendere che

 

sull'interesse immediato dell'uomo prevale la buona

 

riuscita di ci• che Dio si Š prefissato, tanto vero che

 

spesso Š l'uomo ad essere sacrificato e non il raggiungimento

 

del fine a cui le intenzioni di Dio sono rivolte. (Vedi per

 

esempio il potere delle guerre di mettere in sommovimento le

 

societ… che tendono a cristallizzarsi).

 

     La sensazione netta che si ricava da uno studio serio ed

 

approfondito degli antichi documenti, unici strumenti a cui

 

appellarsi, rende consapevoli che il popolo ebraico Š stato

 

fin dall'inizio una ignara pedina usata per portare a

 

compimento un preciso disegno.  Infatti, dal loro punto di

 

vista gli ebrei avrebbero potuto tranquillamente fare a meno

 

di farsi trascinare per quarant'anni nel deserto, a soffrire

 

la fame e la sete. Era il loro Dio che aveva bisogno di

 

sottoporli a quella prova, perch‚ quello era l'unico mezzo

 

col quale poteva ottenere che fosse riconosciuta la sua

 

totale diversit… rispetto alle molteplici divinit… pagane e,

 

al tempo stesso, instillare nel cuore del popolo che eleggeva

 

a suo particolare possesso l'amore per le leggi e le regole

 

di vita che voleva fossero praticate.

 

     Volendo fare un bilancio del passato, si scopre che il

 

Creatore del mondo ha permesso che agli ebrei fossero

 

inflitte sofferenze molto superiori di quanto effettivamente

 

meritasssero per i loro umani peccati.

 

     L'oppressione patita sotto i faraoni era stata

 

preannunciata ad Abramo quando il popolo, non essendo ancora

 

formato, non poteva essere incorso in alcuna trasgressione.

 

     *S 28 52 *"Sappi per certo che i tuoi discendenti

 

dimoreranno come stranieri in un paese che non sar… loro e vi

 

saranno schiavi, e saranno oppressi per quattrocento anni"

 

(G, 15.13).

 

     *S 28 53 *Le peripezie passate nel deserto rispondevano

 

a un piano ben preciso: nel deserto non erano reperibili

 

risorse sufficienti a mantenere la moltitudine uscita

 

dall'Egitto. In tali condizioni il popolo avrebbe dovuto

 

giungere da solo a capire che per la sua sopravvivenza non

 

aveva altra risorsa che affidarsi con fiducia all'unico Dio

 

dimostratosi con i fatti capace di soccorrere e proteggere.

 

     Infine, c'Š la storia di Giuseppe a rendere tutto molto

 

pi— chiaro.

 

     Della Sho… operata dei nazisti non conosciamo le ragioni

 

che possono aver determinato "l'estraneazione di Dio", ma

 

conosciamo le conseguenze che ne sono derivate.  In primo

 

luogo, la necessit… affermatasi con piena convinzione di

 

mettere in campo tutte le risorse e decidersi una volta per

 

tutte ad abbandonare le vie dell'esilio, triste regno di

 

dolore, di pianto, di morte.

 

     La storia umana Š giunta ormai a un punto di non

 

ritorno. Nel popolo ebraico la cruda esperienza della Sho… ha

 

cancellato ogni illusione sul conto di nazioni credute

 

abbastanza progredite da consentire una civile convivenza ed

 

ha fatto crescere in sostituzione la ferma determinazione di

 

tornare a radicarsi nel paese dal quale un tempo era stato

 

crudelmente strappato. La forza necessaria a resistere ai

 

moderni amaleciti che agognerebbero cacciare di nuovo gli

 

ebrei dalla propria sede storica, proviene dalla affermatasi

 

certezza che non sia rimasta alternativa a ci• che il loro

 

Dio intende fare per mezzo di essi. Non Š pensabile infatti

 

che dopo gli enormi sacrifici sopportati e il supplizio

 

inflitto milioni di innocenti, Israele debba tornare a

 

conoscere la distruzione ventilata nei folli progetti

 

idolatrici dei suoi irriducibili nemici.  Una ripetizione

 

delle passate tragedie porterebbe all'estinzione da ogni

 

mente e da ogni cuore umano dell'ultimo barlume del Santo

 

Nome Benedetto, e questo Dio non se lo pu• permettere.  E'

 

esattamente questa convinzione ad infondere fiducia e

 

alimentare le speranze nel futuro; anche se cosŤ come si

 

presenta oggi Israele si configuri solo in parte nelle

 

promesse messianiche.

 

     L'attuale Stato d'Israele rappresenta le fondamenta di

 

una Casa ancora tutta da costruire. Non si esagera, quindi, a

 

sostenere che abbiano pienamente torto quei laici e, per

 

converso, certi gruppi integralisti che, invece, di

 

contribuire ad innalzare le mura mancanti alla costruzione,

 

in nome di una malintesa concezione delle promesse bibliche

 

negano riconoscimento allo Stato fondato dai sionisti, al

 

punto di schierarsi talvolta dalla parte di chi quelle

 

fondamenta bramerebbe vedere abbattute.

 

     A giudicare con assennata trasparenza, nessun riscontro

 

atto a smentire l'originale progetto di concentrare sul

 

popolo ebraico il compito altamente educativo di stimolare

 

con l'esempio il rifiuto irreversibile dell'idolatria Š mai

 

stato trovato.  Bisogna farsi convinti che il Dio creatgore

 

non ha fatto il mondo al misero scopo di procurarsi delle

 

folle prostrate ai suoi piedi, dedite unicamente

 

all'osservanza di riti astrusi e liturgie uggiose.

 

Significativo appare che a concepire il piano di rinascita

 

dello Stato ebraico sia stata una personalit… come Teodoro

 

Herzl, che di religione non si curava affatto, e che a

 

convertire la sua luminosa idea in realizzazioni concrete

 

siano stati in maggioranza uomini non osservanti.  Solo i

 

miopi e gli incolti hanno difficolt… a riconoscere

 

nell'accadimento di fatti straordinari, che hanno del

 

miracoloso, la spinta mirante ad impegnare il popolo ebraico

 

nella costruzione di un modello di societ… basata sulla

 

virt—, la morale, la giustizia.

 

     *S 28 52 *Il comandamento della giustizia supera tutti i

 

comandamenti messi insieme (Baba Batra, 9a).

 

     *S 28 53 *Specialmente in questi tempi di crisi delle

 

ideologie Š di capitale importanza offrire al mondo nuovi

 

modelli di vita. Gli insuccessi registrati con Adamo e la

 

generazione di NoŠ hanno dimostrato l'impossibilit… di

 

portare avanti in blocco l'emancipazione dell'intera umanit….

 

Si Š imposta allora la necessit… di trovare una diversa

 

soluzione, che non pregiudicasse il raggiungimento del fine

 

ultimo gi… acennato. L'occasione si Š presentata con la

 

comparsa dei patriarchi e gli impegni assunti dai loro

 

discendenti. Dall'esempio offerto dagli ebrei avrebbero

 

dovuto scaturire le premesse capaci di convincere tutte le

 

nazioni esistenti sulla terra a ripudiare gli idoli e

 

decretarne la completa distruzione, perch‚ il nocciolo di

 

tutta la questione sta proprio in questo:nel superamento,

 

fino alla scomparsa definitiva, dell'idolatria.

 

     Come le passate esperienze insegnano, il raggiungimento

 

dell'obiettivo di debellare l'idolatria, dopo parecchi

 

tentativi falliti, si Š dimostrato possibile solo partendo da

 

un ristretto territorio e da un piccolo popolo opportunamente

 

selezionato, ma a quanto pare gli ebrei, suggestionati dagli

 

splendori delle civilt… pagane, hanno faticato a

 

convincersene.

 

     *S 28 52 *Questo popolo Š stato portato fuori strada

 

dalle sue guide e la gente si Š lasciata completamente

 

fuorviare (I, 9.15).

 

     Il mio popolo Š un gregge di pecore smarrite, perch‚

 

i suoi pastori le hanno sviate sui monti dell'infedelt…

 

(Ger, 50.6).

 

     Il Signore dice: Veramente stolto Š il mio popolo; sono

 

figli insensati e senza intelligenza. Non si curano di Me

 

(G, 4.22).

 

     *S 28 53 *Ora, dopo questa lunga premessa, ci• che della

 

Shoa pi— stupisce Š che l'annientamento operato dai nazisti

 

si sia abbattuto in principal modo gli ebrei dell'est

 

europeo, che tra tutti erano i pi— osservanti e pii.  Questa

 

sorprendente constatazione obbliga a porsi un altro penoso

 

interrogativo: perch‚ Dio non ha risposto alle loro

 

preghiere? Perch‚ non si Š fatto sentire? Quale terribile

 

segreto si cela nella sconvolgente incomprensione

 

manifestatasi?

 

     Una risposta apparentemente superficiale dal punto di

 

vista religioso non potrebbe essere che questa: perch‚ essi

 

credettero che nell'osservanza formale dei riti e della

 

liturgia e in un culto fatto di parole si configurasse il

 

meglio delle aspettative divine nei loro confronti.

 

     Anche se pregare ha la sua importanza, in quanto si

 

tratta di uno dei mezzi pi— efficaci per entrare in

 

comunione col regno della spiritualit…, Š da escludere che,

 

concentrandosi su atti di devozione consistenti in

 

interminabili orazioni ripetute al limite dello sfinimento,

 

possa esaurirsi il ruolo attribuito all'uomo dal suo

 

Creatore.

 

     In ogni suo intervento il Dio degli ebrei non ordina

 

preghiere, ma di di stare a sentire. Studiare, confrontarsi,

 

istruirsi in cose utili da trasmettere ai figli, *S 28 52

 

*parlare dei comandamenti e dei precetti andando per strada o

 

stando in casa *S 28 53 *Š molto pi— importante di qualsiasi

 

ripetitiva preghiera. *S 28 52 *Ma la Sua parola Š stata per

 

loro precetto dopo precetto, precetto dopo precetto, regola

 

dopo regola, regola dopo regola, un poco qui un poco l…

 

(I,28.13).

 

     *S 28 53 *Offuscati da uno *S 28 52 * spirito di torpore

 

(I, 28.10), *S 28 53 * gli ebrei non si resero conto che non

 

era nelle terre d'esilio che avrebbero visto sorgere l'alba

 

della loro sospirata redenzione, per quanto alettanti si

 

presentassero le utopiche teorie che andavano predicando gli

 

attivisti del Bund o i politici impegnati a decantare i

 

miracoli del cosiddetto internazionalismo proletario.  Per

 

risolvere i problemi del mondo, e di riflesso anche quelli

 

del popolo ebraico, occorreva ben altro.

 

   *S 28 52 *"Guai ai figlioli ribelli che formano dei

 

disegni, ma senza di Me, che contraggono alleanze, ma senza

 

il mio spirito, per accumulare peccato su peccato; che vanno

 

gi— in Egitto senz'avere consultato la mia bocca, per

 

rifugiarsi sotto la protezione del faraone" (I, 30.1). "La

 

Casa d'Israele non porr… pi— nell'Egitto la sua fiducia" (Ez,

 

29.16).

 

     *S 28 53 *In tre punti si possono riassumere gli errori

 

fondamentali in cui sono incorsi i dotti ebrei:

 

   1) che traendo il suo popolo dalla schiavit— d'Egitto il

 

Santo benedetto sia avesse inteso creare una nuova religione;

 

   2) che l'idea messianica concepita dai profeti dovesse

 

affondare nella nequizia di un'attesa svuotata di energia,

 

destinata a trascinare il popolo nella falsa credenza che la

 

sua redenzione dipendesse esclusivamente dall'improvvisa

 

apparizione di un Messia-salvatore, anzich‚ dalla prioritaria

 

creazione in Terra d'Israele di condizioni di vita sociale e

 

di giustizia basate su norme di purezza e di onesto

 

comportamento;

 

   3) che Gerusalemme sia caduta per colpa del patriottismo

 

degli zeloti.

 

     Responsabilit… rilevanti portano le gerarchie che non

 

hanno voluto convincersi che dall'instabile girovagare per

 

paesi ostili, aspettando un evento miracoloso che non

 

accennava ad avverarsi, il sogno di una improvvisa rinascita

 

sarebbe andato immancabilmente deluso.  Rimestare di continuo

 

i precetti in cerca di reconditi significati, manipolare le

 

lettere dell'alfabeto per estrarne previsioni divinatorie

 

poteva servire tutt'al pi— come esercizio mnemmonico, ma

 

qualunque fatto nuovo fosse sopravvenuto non avrebbe spostato

 

di una virgola il progetto da realizzare in terra d'Israele.

 

Pensare il contrario equivarrebbe a negare implicitamente

 

l'esistenza del Dio d'Abramo, d'Isacco e di Giacobbe;

 

svuotare di significato la Torah, togliere ad essa ogni

 

valore pratico e di conseguenza rendere inutile o perlomeno

 

inspiegabile il perdurare sulla terra dell'esistenza di un

 

popolo le cui radici affondano nei tempi dei tempi.

 

     I figli d'Israele avevano perci• inteso male.

 

     *S 28 52 *Non vi Š stato dato un cuore per

 

comprendere, n‚ occhi per vedere, n‚ orecchi per udire

 

(D, 29.4).

 

     Il mio popolo muore per mancanza di conoscenza (O, 4.6).

 

     *S 28 53 *Esattamente quella conoscenza che il solo

 

esercizio della spoglia preghiera non garantiva.

 

     I cosiddetti religiosi disposti ad osservare i precetti

 

secondo l'interpretazione data della Tradizione,

 

perseveravano, a dispetto delle cocenti delusioni, nell'idea

 

fissa che per affrettare la venuta del Messia fosse bastato

 

pregare, pregare molto, macerarsi nella penitenza.  Nella

 

sconfinata loro ingenuit… credevano sinceramente che non

 

occorresse muoversi, darsi una scossa, uscire dalla

 

stagnazione in cui affogavano. Sembravano ignorare che se

 

Israele non si muove anche il loro Dio non si muove.

 

     Di riflesso ai disagi prodotti da una situazione

 

ambientale sempre pi— pesante, intristivano.  L'atmosfera

 

soffocante impadronitasi dei circoli ortodossi moltiplic• le

 

devozioni strampalate e gli scrupoli formali.  Per trovare

 

conforto, i pii fedeli si rifugiavano nella Kabbalah, nei

 

racconti aggadici, nella superstizione mistica,

 

nell'apocalittica. Un messianesimo fantasioso gi… definito da

 

Maimonide "il mito della marmaglia" torn• a rifiorire.

 

     I giorni intanto passavano muti e malinconici, ma essi

 

continuavano a dar prova di un annebbiamento mentale da far

 

impallidire, che si perpetuer… in coloro che si ostineranno

 

anche dopo l'agghiacciante esperienza della Shoa a non voler

 

capire che non Š aprendo una pizzeria nei quartieri

 

periferici di New York o intraprendendo un'attivit… economica

 

in qualche sperduta localit… che potr… realizzarsi il sogno

 

millenario che infiamma i loro cuori.  E' stupefacente come

 

abbiano potuto iingannarsi al punto di credere possibile

 

*S 28 52 *cantare le canzoni del Signore in terra straniera

 

(S, 137.4), *S 28 53 * e non si siano invece resi conto che

 

condizione preliminare al ritorno della presenza della

 

Shekin… in mezzo a loro Š il rifiorire alla vita dell'antica

 

terra rimasta in abbandono dopo le devastazioni perpetrate

 

dal barbaro invasore.  Da quella terra il Dio d'Israele non

 

ha mai inteso scacciare il suo popolo. A mettere in ginocchio

 

la nazione, a privarla della sua forza Š stato lo

 

stravolgimento sociale introdotto dai governanti, la

 

dimenticanza dei precetti, la seduzione degli onnipresenti

 

Balam, subŤta ed accettata con trasporto, non il Santo

 

Misericordioso.

 

     Perci•, ogni nuova casa, ogni albero piantato, ogni

 

strada costruita, ogni lembo di deserto recuperato e messo a

 

coltura, ogni nuova famiglia che viene ad aggiungersi in

 

Israele rappresentano un concreto passo in avanti verso il

 

ripristino delle condizioni di santit… necessarie al ritorno

 

della presenza di Dio nel paese. Per questo va detto senza

 

timori che non Š consentito a nessun politico arrogarsi il

 

diritto di rinunciare in tutto o in parte alla sovranit… su

 

una terra della quale la disponibilit… Š data soltanto in

 

concessione.  Bench‚ abbiano dimostrato di non saper fare

 

tesoro dei grandi mali attirati sulla nazione dagli

 

esploratori inviati in avanscoperta da Mos‚, certi incauti

 

personaggi dovrebbero avere il buon senso di riconoscere che

 

negando validit… ai vincoli fissati nel passato,

 

contestualmente cade per la nazione ebraica ogni pretesa su

 

Eretz Israel e di conseguenza questa rinuncia equivarrebbe,

 

soprattutto per loro, a una sentenza di morte.

 

     Per regolare i rapporti con gli stranieri che nel corso

 

della forzata assenza degli ebrei hanno avuto modo di

 

sostituirsi nel possesso della terra, le leggi della Torah

 

sono pi— che sufficienti. Con i nemici, invece, altro Š il

 

discorso da fare.

 

     Ma, sedotti da cattivi consiglieri interessati a

 

celebrare la propria vana, improduttiva intelligenza, non

 

pochi furono coloro che si lasciarono traviare, preferendo

 

affondare nel ginepraio senza uscite dell'esilio, anzich‚

 

riflettere sulle molte sciagure che si sarebbero potuti

 

risparmiare, solo se avessero prestato un po' pi— di

 

attenzione agli avvertimenti degli antichi.

 

     *S 28 52 *Quando alzate le mani per la preghiera Io

 

guardo altrove. Anche se fate preghiere che durano a lungo,

 

Io non le ascolto (I, 1.15).

 

     Voglio amore costante, non sacrifici. Preferisco che il

 

mio popolo MI CONOSCA piuttosto che mi offra sacrifici

 

(O, 6.6).

 

    L'ubbidienza val pi— dei sacrifici, la sottomissione pi—

 

del grasso dei montoni (S, 15.22).

 

     *S 28 53 *La sopravvivenza del popolo ebraico Š sempre

 

stata strettamente collegata all'esecuzione del progetto di

 

Dio di far avanzare l'emancipazione dell'umanit…, il progetto

 

stesso per•, senza il popolo ebraico stanziato sulla terra

 

dove plasm• la sua identit… spirituale, religiosa, politica,

 

rimane un progetto inattuabile.

 

     Se per assolvere all'impegno contratto al monte Sinai

 

fosse bastato adempiere alle prescrizioni della liturgia, non

 

si capisce perch‚, specialmente i rappresentanti pi— eminenti

 

della nazione, non si siano chiesti come abbiano potuto i

 

pagani arrivare a distruggere per ben due volte il Tempio di

 

Gerusalemme.  Nel Tempio i riti sacrificali venivano

 

osservati scrupolosamente, ma Geremia lo aveva ribadito con

 

forza e a pi— riprese che tutte le puntigliose cerimonie dei

 

sacerdoti non sarebbero servite a niente se non veniva

 

praticata nel paese la giustizia e l'amore per il prossimo.

 

     *S 28 52 *Non ponete la vostra fiducia in parole fallaci

 

dicendo: "Il Tempio del Signore! Il Tempio del Signore!"

 

(Ge, 7.4).

 

     *S 28 53 *Sar… forse per questo che non si intravedono

 

per ora possibilit… concrete che il monte Mori… cessi di

 

restare preda dello straniero.  Si potrebbe addirittura

 

congetturare che al Dio degli ebrei non importi molto che

 

venga eretto un terzo Tempio, almeno finch‚ non sussister… la

 

certezza che non si torner… a ripetere le identiche

 

abominazioni che si commettevano nei due precedenti lasciati

 

distruggere.

 

     Queste considerazioni portano inevitabilmente alle

 

seguenti conclusioni: 1) che non c'Š garanzia di sicurezza

 

per il popolo ebreo fin tanto che non imparer… a circondarsi

 

della presenza del suo Dio; 2) che il dovere principale,

 

rimasto inalterato nel tempo e che riguarda tutti, Š di

 

contribuire a creare in terra d'Israele una comunit… umana

 

speciale, *S 28 52 *un reame di sacerdoti e una nazione

 

santa, *S 28 53 *non uno Stato "come tutti gli altri", che in

 

definitiva non farebbe altro che ripetere esattamente quello

 

gi… esistito a partire dal regno di Alessandro Janneo fino

 

alla distruzione di Gerusalemme.

 

     *S 28 52 *Voi mi sarete degli uomini santi (E, 22.31).

 

     Siate santi perch‚ Io, il Signore, l'Iddio vostro, sono

 

Santo (L, 19.2).

 

     *S 28 53 *Se si va ad analizzare nel profondo il

 

complesso dell'esistenza degli ebrei d'Europa si scopre che

 

in maggioranza avevano sostanzialmente preferito darsi

 

renitenti, al punto di non essere pi— disponibili a svolgere

 

i compiti per i quali erano sopravvissuti al destino dei

 

popoli scomparsi dell'antichit….

 

     Roman Vishniac ha riunito in uno splendido volume edito

 

dalle Edizioni Penguin Book una serie straordinaria di

 

fotografie che sono una testimonianza struggente della vita

 

stentata che gli ebrei delle regioni carpatiche, quali la

 

Rutenia, la Volinia, la Podolia, conducevano.  Ad essere

 

franchi, non si riesce a capire per quale stoltezza si

 

ostinassero a resistere in quei tristi luoghi che oltre a

 

miseria e umiliazioni altro non avevano mai offerto.

 

     Il libro che giustamente Vishniac ha voluto dedicare a

 

un mondo scomparso: "A vanished World", presenta delle

 

immagini sconvolgenti, che lasciano profondamente colpiti e

 

turbati.  Mentre si sfogliano quelle pagine, dall'intimo pi—

 

profondo preme senza avere la forza di tramutarsi in suono,

 

farsi bisbiglio, una sensazione di smarrimento: "Sarebbe

 

stata capace quell'umanit… negletta, dallo sguardo basso e

 

l'eloquente scetticismo dipinto sul volto inclinato di sbieco

 

verso la macchina dell'operatore, staccarsi dagli studi e la

 

preghiera cui era dedita, per assumere gli impegnativi oneri

 

della ricostruzione di un nuovo e moderno Israele nella sede

 

dell'antica patria?".

 

     L'inquietante quesito presuppone un impietoso

 

collegamento a un'altra domanda senza successo in altri

 

momenti gi… posta: *S 28 52 *Quale pregio pu• avere il legno

 

della vite in confronto a quello degli alberi? (Ez, 15.2), *S

 

28 53 *ma a bloccare il pensiero e la parola prima ancora che

 

dalla bocca esca un filo di voce si frappone un terrificante

 

interrogativo: "E i bambini?".

 

     La tragedia  Š stata troppo grande, troppo smisurata

 

perch‚ si possa formulare a cuor leggero un'ipotesi

 

qualsiasi; rispetto e moderazione obbligano a trattenere

 

persino il respiro.  Ma l'interiore travaglio che la

 

questione solleva Š presto vinto non appena ci si rende conto

 

che una profonda frattura si era prodotta tra Dio e il suo

 

popolo prima della catastrofe.  Tale separazione Š facilmente

 

databile: l'esordio prese avvio dalla Rivoluzione Francese.

 

     Con la caduta dei muri dei ghetti, gli ebrei si erano

 

ritrovati, dopo secoli di angherie ed umiliazioni, finalmente

 

liberi di disporre del proprio destino.  Un'esaltante

 

ventaglio di possibilit… si era spalancato all'improvviso

 

davanti a loro.  Col fermento delle idee di progresso portate

 

dalla rivoluzione, tutti avvertirono come un fuoco bruciante

 

l'inderogabile impegno di cercare le migliori soluzioni da

 

dare ai problemi di una nuova esistenza che si preannunciava

 

ricca di promesse.

 

      *S 28 52 *Suonata l'ora dell'emancipazione, gli ebrei

 

non ebbero altra preoccupazione che quella di rendersi degni

 

della nuova libert… e di assimilarsi ai popoli fra i quali

 

vivevano (Dante Lattes: "Aspetti e problemi dell'ebraismo",

 

pag.  310).

 

     *S 28 53 *E ancora:

 

    *S 28 52 *"I dotti ebrei rinnegarono l'idea dell'elezione

 

d'Israele nel suo significato antico, in quanto contrastava

 

con l'idea della completa uguaglianza e dell'aspirazione al

 

benessere generale; allo scopo di adattare il giudaismo allo

 

spirito dell'epoca, inventarono la dottrina della missione

 

d'Israele fra le genti" (Achad-Haam: "Al parashat derakim",

 

II,72).

 

     *S 28 53 *Nel complesso, l'azione del popolo ebraico

 

prese un indirizzo imprevisto; tutto sembr• cospirare contro

 

gli insegnamenti di Colui che guida i destini del mondo. Gli

 

esponenti della cultura ebraica riformata, presi da smania

 

distruttiva, sollevarono ardenti strali contro chiunque

 

osasse contestare le idee di recente da essi elaborate.

 

Accuse e contumelie venivano riversate su quanti esitavano ad

 

adeguarsi a un loro supposto programma di liberazione delle

 

coscienze; le critiche pi— acerbe fioccavano senza remissione

 

a carico dei dubbiosi.

 

     Convinti di costruire il sospirato mondo nuovo tanto

 

atteso sulle macerie di un passato definito nella sua

 

globalit… *S 28 52 *oscurantista, *S 28 53 * si affannavano a

 

denigrare, demolire, deridere l'eredit… culturale della

 

nazione di appartenenza, e in questo venivano assecondati

 

dalle personalit… pi— eminenti dell'ebraismo, dalle quali

 

sarebbe stato pi— logico aspettarsi una fiera opposizione al

 

continuo svilimento dei valori cui erano depositari. I pi—

 

magnanimi, presi nella morsa di inquietanti problematiche, a

 

tutto pensavano fuorch‚ appellarsi all'antica saggezza:

 

     *S 28 52 *Perch‚ si agitano i popoli e le nazioni

 

meditano cose vane?  Insorgono i re della terra, i principi

 

si consigliano fra di loro contro il Signore e contro il suo

 

Unto.  Liberiamoci dai loro lacci, gettiamo da noi i loro

 

legami, dicono.  Ma colui che risiede in cielo se ne ride, si

 

fa beffe di loro. (S, 2.1).

 

     *S 28 53 *Sfortunatamente, una preghiera che

 

rieccheggiasse le note di quel canto non si udŤ nelle

 

sinagoghe.

 

     Dalla fine dei ghetti non spunt• l'agognato risveglio.

 

Sarebbe stato giusto aspettarsi che, se non tutti, perlomeno

 

i pi— volonterosi, si sarebbero riuniti per discutere,

 

tracciare un bilancio delle molte amarezze e delusioni patite

 

a causa del nascondimento di Dio provocato con le loro

 

azioni; qualche riflessione avrebbero dovuto essere fatta

 

sull'alto prezzo pagato per aver voluto inseguire delle

 

chimere, anzich‚ fare progetti, stendere programmi, gettare

 

le basi di un ritorno alla santa terra dove sono attesi da

 

tempi immemorabili, perch‚ Š l… che essi servono, per

 

costruire quella societ… retta e di uguali che dovr… fungere

 

per tutti da faro e stimolo verso l'emancipazione e la

 

verit….
     Ma le cose purtroppo era destino che non dovessero

 

 ndare per il verso auspicato.  La ventata d'aria fresca

 

 ortata dalle idee rivoluzionarie dei Diritti dell'Uomo fu

 

 er gli ebrei