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New: Domenica  23/11/2003

Finalmente ho trovato uno che riguardo ai vecchi la pensa come me anche se invero e' molto piu' spiritoso sull' argomento. A  me poi ultimamente cominciano a stare sui C.  pure i giovani senza che per questo mi siano diventati minimamente piu' simpatici i vecchi.

(fonte: VITA, MORTE E MIRACOLI DI UN PEZZO DI MERDA - Paolo Villaggio - pgg.125 -  Ed. Mondadori - )

Voi, giovani lettori caduti nella trappola della cultura cattolica che vuole i vecchi migliori dei giovani, non sapete che i vecchi sono, in realtà, profondamente risentiti e cattivi.

Li avete mai osservati sugli attraversamenti pedonali di certe strade trafficate, come viale Parioli a Roma? Dove sciamano giovani in motoretta e dove, d'estate, le giovanette sfrecciano con l'ombelico scoperto e con quelle magliette aderenti che evidenziano i capezzoli?

Ecco, i vecchi se ne stanno lì, sulle strisce, davanti al fiume di macchine e motorette, magari con il bastone in mano (quello dei più facoltosi ha il manico d'argento), sorridenti, e accarezzano con dolcezza il capo dei piccini che incontrano. E le mamme tutte: «Che bravo signore è questo! È proprio un signore buono!».

Poi, arriva il momento di guadare quel fiume infernale. I vecchi, con molta prudenza, compiono il primo passo appoggiando il piede un po' barcollanti.

Il traffico continua all'impazzata, senza dare segno di tregua. A questo punto i vecchi, imbizzarriti come cavalli andalusi, urlano: «Fermatevi, mascalzoni! Giovani maledetti. Stronzi! Andate tutti a fare in culo!», e cercano di abbattere il nemico a bastonate.

Quando raggiungono la sponda opposta si ricompongono, riassumono lo sguardo da bravi nonnini e ricominciano a elargire carezze e sorrisi.

«Che brava persona deve essere questo signore. Un signore veramente buono.»

Non vi fida te, giovani lettori! I vecchi, che io ben conosco perché vivo dall'interno questa condizione, sono delle autentiche carogne. Risentiti come nani, cattivi come tutti i gobbi della terra, parlano male di tutti, disprezzano tutti e odiano, soprattutto, gli altri vecchi.

E pensate che io, quand'ero giovane, dico «quand'ero» con una certa incredulità perché arriva una stagione della vita in cui ti sembra impossibile essere stato giovane, non ricordo d'aver mai provato risentimento per nessuno, o di essere stato invidioso.

A proposito: i vecchi hanno un odore sgradevole, aliti come fogne di Calcutta nella stagione monsonica, sono quasi ciechi, sordi, e dormono poche ore per notte respirando con delle macchine infernali per non morire soffocati.

I più stupidi poi, sono sicuri che il passato sia sempre l'epoca più felice, e vedono il presente come una specie di babilonia triste.

Sono invidiosi come rettili, ma se domandate a uno di questi fetidi vecchi se è mai stato invidioso, ecco che lo vedete fare una lenta panoramica con la testa, da sinistra a destra. E fare una ricerca attenta, quasi per ricordare un segmento della sua vita nel quale, per caso, ha provato invidia per qualcuno. Per poi dire: «Sinceramente no. È strano sa? Ma l'invidia, io proprio non so cosa sia».

Però, a ben guardare, un sottile filo di bava verde gli cola dall'angolo destro della bocca.

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